Energia in Italia: prezzi ancora elevati, boom degli accumuli e crescita delle CER. Cosa ci dice l’Osservatorio Electricity Market & Storage 2026
Energia in Italia: prezzi ancora elevati, boom degli accumuli e crescita delle CER. Cosa ci dice l’Osservatorio Electricity Market & Storage 2026
Il sistema elettrico italiano sta cambiando rapidamente, ma alcune delle criticità che hanno caratterizzato gli ultimi anni restano ancora molto evidenti.
È questo uno dei principali messaggi che emerge dall’Osservatorio Electricity Market & Storage 2026 di Energy & Strategy – Politecnico di Milano, che analizza tre grandi aree: l’evoluzione dei mercati elettrici italiani, il ruolo crescente dei sistemi di accumulo e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili.
Per le imprese, il quadro che emerge è particolarmente significativo: il prezzo dell’elettricità rimane elevato e volatile, mentre fotovoltaico, PPA, sistemi di accumulo e condivisione dell’energia assumono un ruolo sempre più importante non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche come strumenti di gestione del rischio energetico.
Il prezzo dell’energia torna a salire
Dopo il progressivo rientro dallo shock energetico del 2022, la discesa dei prezzi dell’elettricità si è sostanzialmente arrestata.
Nei primi otto mesi del 2026 il PUN Index GME medio ha raggiunto circa 137 €/MWh, con un incremento del 17% rispetto alla media del 2025. Il dato è ancora più significativo se confrontato con il periodo precedente alla crisi energetica: nel 2019 il valore medio era pari a circa 52 €/MWh.
L’Italia continua inoltre a collocarsi tra i mercati europei caratterizzati dai prezzi day-ahead più elevati. Tra le ragioni individuate dal report vi è la forte presenza del gas naturale nel mix di generazione italiano, che continua a influenzare la formazione del prezzo marginale dell’elettricità.
Il tema, quindi, non è più soltanto capire quanto costerà l’energia, ma quanto un’impresa sia esposta alle sue oscillazioni.
Ed è proprio in questo contesto che acquistano sempre più valore strumenti capaci di aumentare la prevedibilità dei costi energetici.
PPA e autoproduzione diventano strumenti di gestione del rischio
Il report sottolinea esplicitamente come, in presenza di elevata volatilità dei prezzi elettrici, i Power Purchase Agreement (PPA) possano contribuire a ridurre l’esposizione al rischio di prezzo e ad aumentare la prevedibilità dei flussi economici per gli acquirenti di energia.
Per un’impresa questo significa spostare progressivamente l’attenzione dal semplice acquisto di energia dalla rete verso una strategia energetica più articolata.
Produrre direttamente energia attraverso un impianto fotovoltaico e definire contrattualmente il prezzo dell’energia prodotta consente infatti di ridurre la dipendenza dal mercato elettrico.
È il principio alla base anche delle configurazioni di autoconsumo tramite SEU e dei PPA on-site: l’energia viene prodotta direttamente presso il sito industriale e utilizzata dall’azienda, riducendo la quantità acquistata dalla rete e quindi l’esposizione alle variazioni del mercato.
Per le aziende energivore, la differenza è sostanziale: l’energia non rappresenta più soltanto un costo da subire, ma una voce sulla quale costruire una strategia di lungo periodo.
Storage: da tecnologia complementare a elemento centrale del sistema elettrico
Uno degli aspetti più interessanti dell’Osservatorio riguarda lo sviluppo dei sistemi di accumulo.
La capacità degli accumuli elettrochimici installati in Italia è passata da circa 0,7 GWh nel 2021 a 19,4 GWh a luglio 2026, con circa 22 GWh attesi entro la fine dell’anno: oltre trenta volte il livello registrato appena cinque anni prima.
La crescita è quindi molto rapida, ma il percorso è tutt’altro che concluso.
Secondo il report, per raggiungere il fabbisogno individuato da Terna e Snam di 57,5 GWh al 2030, sarebbe ancora necessario un tasso di crescita estremamente sostenuto nei prossimi anni.
Il motivo è legato alla trasformazione stessa del sistema elettrico.
Più aumenta la quota di produzione rinnovabile non programmabile, maggiore diventa la necessità di poter accumulare energia nelle ore di maggiore produzione e renderla disponibile quando la domanda cresce o la produzione diminuisce.
Non a caso, il Capacity Market sta mostrando una crescente presenza delle batterie: nell’asta con consegna nel 2027 gli accumuli rappresentano il 95% della nuova capacità assegnata.
Fotovoltaico e batterie: un binomio sempre più importante
Il rapporto tra fotovoltaico e storage è destinato quindi a diventare sempre più stretto.
Le batterie permettono infatti di aumentare il valore dell’energia rinnovabile prodotta, spostandone l’utilizzo nel tempo.
Per un impianto fotovoltaico industriale significa, ad esempio, poter accumulare una parte dell’energia prodotta nelle ore centrali della giornata e utilizzarla successivamente, aumentando potenzialmente il livello di autoconsumo.
Ma le opportunità non si limitano all’autoconsumo.
Il report evidenzia diversi modelli di business per valorizzare gli accumuli: configurazioni stand-alone, MACSE, Capacity Market, merchant, tolling e sistemi abbinati a impianti rinnovabili. Le diverse fonti di ricavo possono inoltre essere combinate attraverso strategie di revenue stacking.
Questo rende evidente un passaggio importante: il sistema di accumulo non deve più essere considerato semplicemente come un accessorio dell’impianto fotovoltaico.
Può diventare un vero e proprio asset energetico.
Anche le Comunità Energetiche stanno crescendo
Il terzo grande tema affrontato dall’Osservatorio riguarda le Comunità Energetiche Rinnovabili.
A fine 2025 risultavano attive in Italia 904 CER, più del doppio rispetto alla precedente rilevazione dell’Osservatorio.
La crescita numerica è quindi significativa, anche se la dimensione media delle configurazioni rimane ancora contenuta: la potenza mediana indicata dal report è pari a circa 12 kW per configurazione.
Allo stesso tempo stanno emergendo Comunità Energetiche progressivamente più strutturate.
Nel campione analizzato dal Politecnico, circa il 60% delle configurazioni conta oltre 200 membri e numerose CER stanno già valutando nuovi investimenti o ampliamenti.
Le principali difficoltà rimangono però legate alla burocrazia, alla complessità normativa e all’accesso agli incentivi.
Un possibile impulso significativo potrà arrivare dai progetti sostenuti dal PNRR: il report identifica oltre 2 GW di iniziative CER in pipeline, che potrebbero accelerare significativamente lo sviluppo delle configurazioni entro il 2027.
Dalla produzione alla gestione intelligente dell’energia
Nel complesso, l’Osservatorio Electricity Market & Storage 2026 racconta un sistema energetico che sta diventando progressivamente più articolato.
Fotovoltaico, batterie, PPA, flessibilità e Comunità Energetiche non sono più strumenti separati tra loro.
Stanno diventando elementi di uno stesso ecosistema.
Per le imprese significa poter passare progressivamente da un modello basato esclusivamente sull’acquisto di energia dalla rete a un modello nel quale una parte crescente dell’energia viene prodotta, accumulata, gestita e condivisa direttamente.
Ed è probabilmente questo il cambiamento più importante.
La transizione energetica non riguarda soltanto la sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili.
Riguarda soprattutto il modo in cui l’energia viene gestita.
Il punto di vista Energred
Per Energred, i dati dell’Osservatorio confermano la direzione intrapresa negli ultimi anni: permettere alle imprese di accedere all’energia rinnovabile senza necessariamente sostenere direttamente l’investimento iniziale.
Attraverso soluzioni di autoconsumo e PPA fotovoltaici, un’azienda può produrre energia direttamente presso il proprio stabilimento, utilizzandola a condizioni definite nel lungo periodo e riducendo l’esposizione alle oscillazioni del mercato elettrico.
L’evoluzione dei sistemi di accumulo renderà inoltre possibile costruire configurazioni energetiche sempre più flessibili, capaci di integrare produzione, consumo e storage.
Lo stesso vale per le Comunità Energetiche, dove la condivisione dell’energia può trasformare la produzione rinnovabile da iniziativa del singolo soggetto a progetto capace di coinvolgere aziende, territori e comunità locali.
Il sistema elettrico sta cambiando.
Per le imprese, la vera opportunità sarà non limitarsi ad acquistare energia, ma iniziare a governarla.