NON ESISTONO IMPIANTI FOTOVOLTAICI UGUALI TRA LORO

PER DIMENSIONARE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO SI DEVONO ANALIZZARE MOLTEPLICI FATTORI PER RENDERNE MASSIMA L’EFFICIENZA, SOPRATTUTTO IN CASO DI AUTOCONSUMO

Nella nostra attività quotidiana siamo abituati a sostenere al posto dei nostri clienti tutti gli oneri finanziari e gestionali per la realizzazione di un impianto fotovoltaico: questo significa che la fase di progettazione è fondamentale per la buona riuscita di ogni singola iniziativa

E’ una situazione che ci tiene costantemente sotto pressione e che non ammette errori: ma in questo modo abbiamo avuto l’opportunità di consolidare la nostra competenza con gli strumenti di dimensionamento preliminare, di far crescere la nostra esperienza nel riuscire ad affrontare ogni singola peculiarità di un mercato complesso e specifico come quello Italiano, e di creare degli algoritmi proprietari per creare un giusto bilanciamento tra auto-consumo ed immissione in rete.

Non bisogna dimenticarsi che, ad esempio con la nostra metodologia “Care & Share”, per 12 anni si è fianco a fianco con il cliente, nella sua azienda, supportandolo in primis per la conduzione dell’impianto e poi per ogni ulteriore evenienza.

Tutto deve essere pensato per essere ben funzionante ed in grado di soddisfare gli attori coinvolti.

È chiaro quindi come sia fondamentale e di nostro primario interesse realizzare un impianto con materiali di alta qualità e progettarlo in modo tale che l’efficienza sia massima, poiché il nostro guadagno, ed il beneficio del cliente, si basa sul fatto che questo funzioni alle sue massime potenzialità.

Non sarebbe affatto conveniente avere impianti con uno scarso rendimento, dato che guadagniamo sull’energia da essi prodotta e utilizzata dal cliente. Tantomeno sarebbe per noi di beneficio dover continuamente intervenire con opere di riparazione e manutenzione.

È nostra premura quindi, già nelle fasi preliminari, analizzare tutte le caratteristiche di un determinato progetto.

Riccardo Celio, uno dei nostri ingegneri, ci spiega punto per punto quali sono tutti i fattori da valutare in fase di progettazione di un impianto fotovoltaico, affinché le sue performance siano ottimali:

 

  • Posizione geografica: le regioni latitudini più sud d’Italia hanno un irraggiamento migliore rispetto a quelle più a nord. Inoltre anche l’altitudine fa differenza. Una zona montuosa che conserva temperature medie più basse è migliore per il funzionamento dei pannelli solari che tendono a produrre meno quando si surriscaldano.

 

  • Orientamento del tetto: va sempre calcolata la migliore posizione possibile per i pannelli. La condizione ottimale è quella in cui questi si possono esporre direttamente a sud. Il secondo migliore posizionamento è verso est, successivamente ovest, mentre il nord è sempre l’ultima scelta.

 

  • Inclinazione dei pannelli: se il tetto è spiovente l’inclinazione dei pannelli diventa obbligata e si può coprire tutta la superficie a disposizione, poiché non si creano ombre. In caso di tetto piano invece si posizionano i pannelli con un’inclinazione di 30°, che è quella ottimale per l’Italia. In questo caso per evitare l’ombreggiamento tra pannelli è importante calcolare anche la distanza tra un pannello e l’altro. Nel caso in cui ci sia necessità di aumentare il numero di pannelli installati si può valutare di ridurre l’inclinazione fino a 15°, così da rendere l’ombreggiatura nulla o poco significativa.

 

  • Ombreggiature locali: vanno infine tenute in considerazione eventuali ombreggiature locali causate da elementi esterni come ingressi a scale, palazzi adiacenti, alberi ecc.. da questi si deve tenere una certa distanza, ma va comunque valutata la posizione. Se ad esempio l’ombra arriva nel tardo pomeriggio si può pensare di mettere comunque i pannelli in quella zona e dare priorità alla quantità.

 

Energred  inoltre si avvale della tecnologia degli ottimizzatori Solaredge, che limitano l’ombreggiamento ai soli pannelli interessati senza alterare l’efficienza dell’intera stringa.

Tutto questo può essere perfettamente riassunto nella nostra metodologia proprietaria Care&Share, che significa proprio prendersi cura e condividere.

Analizziamo le esigenze di ogni singolo cliente, per elaborare la migliore proposta possibile e la più vantaggiosa per entrambi. L’interesse del cliente è infatti anche il nostro. Dopodiché realizziamo l’impianto a regola d’arte e ne condividiamo il valore generato.

L’energia è il nostro lavoro e la nostra passione.

La rivoluzione del sistema elettrico

IL CAMBIO DI PARADIGMA DEGLI ULTIMI 20 ANNI CHE HA PERMESSO AI CONSUMATORI DI TRASFORMARSI IN PRODUTTORI DI ENERGIA. INIZIA L’ERA DEL PROSUMER.

La parola rivoluzione sta ad indicare un cambiamento di costumi ed abitudini, che al contrario dell’evoluzione, richiede tempi relativamente brevi.

Tutte le rivoluzioni che sono avvenute nella storia hanno in comune una caratteristica, ovvero una modifica nel modo di vedere le cose, e dunque di immaginare come farle funzionare: il cosiddetto cambio di paradigma.

Per capire le radici della rivoluzione del sistema energetico, ed in particolare di quello elettrico, occorre fare un salto indietro di 150 anni: nel 1865 le equazioni che regolano il funzionamento dei fenomeni elettromagnetici appaiono per la prima volta al completo e in forma differenziale, nel testo A Dynamical Theory of the Electromagnetic Field, pubblicato da James Clerk Maxwell nel 1865.

Cinquanta anni dopo l’avvento delle leggi di Maxwell è stato possibile progettare e dare alla luce alle prime centrali elettriche, tra cui la Centrale Santa Radegonda, costruita a Milano ed inaugurata il 28 giugno 1883 su progetto di Giuseppe Colombo, la quale è stata la prima centrale termoelettrica italiana e la prima dell’Europa continentale, dopo le centrali di Holborn a Londra (giugno 1882) e di Pearl Street a Manhattan (settembre 1882).

Nei cento anni successivi si è sviluppato un unico modello di rete elettrica nazionale, valido non solo in Italia, ma in tutto il mondo: poche centrali, ubicate in luoghi specifici, e moltissimi consumatori/utilizzatori che acquistano energia dalla rete.

È così che l’energia per più di 100 anni fluisce a senso unico, da produttore a consumatore, sulla base del vecchio paradigma.

Solamente dopo il 2000, con l’avvento delle tecnologie che utilizzano fonti rinnovabili, si è iniziato a pensare alla possibilità di autoprodurre la propria energia in loco, a km 0, sviluppando un sistema cosiddetto “distribuito”.

Si è passati quindi ad un nuovo paradigma, completamente rivoluzionario, che vede tanti produttori che auto consumano energia prodotta lì dove necessario.

Nel 2018 sono nate inoltre le prime normative europee per regolamentare le due configurazioni energetiche appena nate: l’autoconsumo collettivo, che riguarda le persone fisiche, come i residenti di un condominio, e le comunità energetiche, che riguardano le realtà aziendali.

Queste configurazioni sono ancora in una fase embrionale, ma ci sono già molte cose che gli imprenditori possono fare da subito per rendere la propria impresa ecosostenibile, e metterla al centro di un processo di cambiamento che toccherà irrimediabilmente i territori.

Tra questo la possibilità di realizzare un impianto fotovoltaico in configurazione SEU (Sistema Efficciente di Utenza), una modalità che consente ad un produttore di energia rinnovabile di vendere energia ad un utilizzatore.In sintesi può essere visto come una forma preliminare di comunità energetica costituita soltanto da un unico utilizzatore.

Può sembrare una verità semplice ma rappresenta il primo passo per introdurre nei territori quelle tecnologie che una volta ampliate ne permetteranno un pieno sviluppo sostenibile, continuando immediatamente dopo con la mobilità.

Da un alto costo dell’energia, con un alto impatto ambientale si passa così ad un’energia a basso costo con basso impatto ambientale, in cui sempre più individui e imprenditori possono diventare, da semplici consumatori, veri e propri produttori di energia green.

La transizione energetica è finalmente iniziata.

Lockdown e sviluppo fotovoltaico in Italia

Secondo l’Osservatorio FER, realizzato da ANIE Rinnovabili, associazione di ANIE Federazione, sulla base dei dati Gaudì di Terna del 2020 le nuove installazioni di fotovoltaico raggiungono quota 625MWp.

Nonostante il dato negativo rispetto al 2019 si evidenzia per il fotovoltaico un trend mensile che conferma i dati del 2019 per tutte le taglie, ad esclusione degli impianti utility scale ( >1MWp ), per i quali nel 2020 si ha un contributo di circa 130MWp inferiore.

Il fotovoltaico, infatti, è l’unica fonte rinnovabile ad aver risentito poco degli effetti della pandemia. Probabilmente ciò è dovuto ai costi di acquisto e di gestione nettamente inferiori rispetto ad altre fonti, quali eolico ed idrolettrico, che invece hanno subito un calo importante. Questa ipotesi è confermata dal peso percentuale annuale del fotovoltaico sul tot delle rinnovabili prese in considerazione (eolico ed idroelettrico), che è passato dal 62% di MW totali installati del 2019 all’80% del 2020.

Installazioni Fonti Rinnovabili Italia

 

Analizzando l’andamento trimestrale si nota come nell’ultimo anno le installazioni si siano concentrare nei mesi luglio-settembre (Q3) probabilmente per i rallentamenti dei mesi precedenti (marzo-aprile) di lockdown che hanno influito sulle attività degli operatori nel portare a termine i lavori e dei gestori di rete per la connessione degli impianti. C’è da dire che negli ultimi 3 anni i trimestri Q3 e Q4 sono sempre stati quelli con il maggior numero di installazioni, raggiungendo 1,4GWp di potenza installata contro 1,1GWp dei mesi precedenti, con un picco di 358MWp nel Q4 del 2019.

Con 796MWp installati dal 2016 al 2020 quindi il Q4 sembra essere il trimestre solare in Italia.

Un altro dato molto importante emerge dal totale dei MW installati negli ultimi anni: dal 2018 al 2019 si osserva una crescita del 150% che avrebbe potuto portare ad un tot di 1.107MWp installati nel 2020. Il trend in forte crescita del 2019 sarebbe sicuramente potuto continuare, senza gli effetti dovuti al COVID-19.

Installazioni Fotovoltaico Italia 2020 per taglia di impianto

Analizzando il numero di impianti connessi e le diverse classi di potenza, si possono fare le seguenti considerazioni: le PMI, che stimiamo comprese tra i 10kwp ed 1MWp, rappresentano circa il 50% della potenza tot installata nell’anno 2020. La taglia media di un impianto fotovoltaico di una PMI è circa 50kWp. Questo perché le classi di potenza più rappresentate sono quelle tra i 10kWp e i 100kWp.

Considerando che il gap da colmare entro il 2030, per raggiungere il target del PNIEC, è di circa 30.500MWp di potenza installata, dovendo dare le PMI un contributo del 50%, l’obiettivo è di rendere ecosostenibili grazie al solare circa 30.000 PMI ogni anno, per i prossimi 10 anni.

Nel 2020 si è rimasti ancora molto lontani da questo traguardo, arrivando a connettere impianti per 6.000 PMI. C’è bisogno quindi di aumentare il numero di installazioni del 400%, investendo circa 1,2 miliardi di euro ogni anno nella transizione energetica delle PMI legata alla generazione distribuita da fonte solare. Obiettivo non impossibile, ma anzi assolutamente sostenibile se i numeri dovessero tornare quelli del 2019.

Tale investimento consentirebbe di evitare l’emissione di 1 milione di tonnellate all’anno di CO2, per una media di 1.350€ per ogni tonnellata, ma con notevoli benefici economici associati: ogni tonnellata di CO2 non emessa grazie al fotovoltaico rappresenterà un potenziale risparmio di 102€ circa dai consumi elettrici dell’azienda.

E’ un dato fondamentale oggi che si parla di tassare le emissioni di CO2 fino anche a 100€ per tonnellata.

Ci aspettiamo che, con il superamento della pandemia, si possa riprendere il trend osservato durante l’ultimo trimestre del 2019.

EnergRed vuole fortemente essere protagonista in questa missione, ed accompagnare nella transizione energetica un numero sempre maggiore di PMI italiane e per questo ha messo a disposizione delle aziende la possibilità di candidarsi ad un programma chiamato “PMI Zero Emissioni”, il quale prevede nel 2021 investimenti per realizzare fino a 20MWp di impianto in autoconsumo (configurazione SEU) con la metodologia Care&Share®.

Cosa significa? Tutti gli oneri di realizzazione, conduzione e manutenzione dell’impianto sono a carico di EnergRed stessa, mentre all’azienda viene data la possibilità di auto-consumare l’energia prodotta ad un prezzo più basso di quello della rete (oggi 142€/MWh), producendo notevoli benefici economici ambientali.

Dopo 12 anni l’impianto viene ceduto a titolo gratuito all’azienda che, a quel punto, avrà energia 100% green a zero costi, per altri 20 anni circa.

 

Elaborazione dati: EnergRed, Dott.ssa Dorina Polinari, Giorgio Mottironi

Fonte: ANIE Federazione

 

EnergRed e CNA Bologna insieme per Industria 4.0

Durante l’incontro che si è tenuto martedì 2 ottobre a Bologna presso la sede del CNA di via Calzoni 1 fra imprese e aziende all’avanguardia nel settore dell’efficienza energetica, EnergRed, rappresentata dal suo AD, l’ing. Moreno Scarchini, ha avuto modo di presentare la sua offerta di impianti fotovoltaici in SEU agli iscritti del Club Eccellenza Energetica.

Ufficializzata importante partnership fra EnergRed e CNA per gli impianti in SEU

Formalizzato un prestigioso accordo fra Energred e CNA Bologna per la realizzazione di sistemi in autoproduzione (SEU) di energia elettrica in assenza di incentivi

L’accordo fra CNA Bologna ed EnergRed consente, utilizzando l’attuale regolamentazione, di costruire sul tetto del cliente un impianto per l’autoproduzione di energia, i cui costi di investimento iniziale, previo accordo fra le parti, sarà sostenuto da EnergRed Srl.

EnergRed venderà poi al cliente l’energia prodotta a un costo inferiore rispetto a quello della rete; fra le opportunità proposte dal contratto vi è anche la possibilità di riscattare l’impianto, con un importo a scalare nel tempo, fino quasi ad annullarsi, entro il 12° anno di esercizio.

L’offerta è indirizzata principalmente alle imprese che assorbono una potenza elettrica tra i 20 e i 50 kW, e che non hanno approfittato degli incentivi governativi proposti in passato

Importanti i vantaggi per il cliente:

  • Riduzione del costo sostenuto per quota parte dell’energia elettrica consumata (quella prodotta dall’impianto fotovoltaico in SEU costa meno di quella presa dalla rete);
  • Possibilità di avere dal 13° anno un impianto fotovoltaico pagato a spese di altri, che continuerà a produrre per altri 10-12 anni, periodo nel quale il cliente avrà un taglio netto della bolletta (perché non pagherà più nulla per i kWh prodotti da FV);
  • Burocrazia ridotta al minimo e assistenza nella gestione dell’impianto (è EnergRed che si fa carico di tutte le pratiche per l’attivazione dell’impianto).

La collaborazione con un’associazione importante e storica come la CNA, che da anni opera per lo sviluppo e il miglioramento delle opportunità nel campo dell’industria e dell’artigianato, è motivo di soddisfazione e di orgoglio per EnergRed, ed è perfettamente in linea con i suoi obiettivi di efficienza e innovazione.

Per approfondimenti, si rimanda al sito ufficiale del CNA Bologna

USA: Quando la strategia elettrica nazionale è un successo.

SunShot, l’iniziativa dell’ex Presidente Obama, porta negli Stati Uniti il costo della produzione energetica da fotovoltaico a 6 centesimi a kWh. Annunciati importanti investimenti nel settore

President Barack Obama delivers remarks on energy after a tour of a Solar Panel Field at the Copper Mountain Solar 1 Facility, the largest photovoltaic plant operating in the country with nearly one million solar panels powering 17,000 homes, in Boulder City, Nevada, March 21, 2012. (Official White House Photo by Lawrence Jackson)

Il 12 settembre scorso lo U.S. Department of Energy [DOE] ha annunciato un importante, e sorprendente, risultato: grazie alla recente competitività e all’abbattimento dei costi nel mercato delle tecnologie fotovoltaiche, gli obiettivi previsti per il 2020 dalla SunShot Initiative, sono stati già raggiunti: il costo della produzione energetica fotovoltaica è scesa fino a 6 centesimi di dollaro per kilowattora (kWh).

La SunShot Initiative è una linea programmatica e di sviluppo voluta dall’ex-Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, indirizzata a rendere più competitiva l’energia prodotta da fotovoltaico nei confronti delle fonti tradizionali. Grazie agli ultimi risultati pubblicati, il Solar Energy Technologies Office [SETO], l’Ufficio del DOE che si occupa di Energia Solare, ha fissato nuovi, e più ambiziosi, obiettivi per il 2030.

L’abbattimento dei costi di produzione del settore, inoltre, ha portato Daniel Simmons, Acting Assistant Secretary for Energy Efficiency and Renewable Energy, ad annunciare nuovi importanti investimenti pari a circa 82 milioni di dollari, nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie finalizzate a rafforzare affidabilità e resilienza della rete elettrica grazie all’integrazione sempre maggiore dell’energia solare.

Questo annuncio conferma come le energie rinnovabili siano una strada quasi obbligata nel futuro prossimo, non solo per i suoi evidenti vantaggi di natura ambientale, ma anche perché è economicamente conveniente, e lo sarà sempre di più.

Una recente ricerca dell’Università di Edimburgo ricorda inoltre, che le fonti fossili tradizionali sono sempre a rischio esaurimento, creando potenziali squilibri energetico-economici a chi si fa trovare impreparato.

Barack Obama lo aveva capito, a differenza del suo successore Trump, le cui dichiarazioni e atti fanno in apparenza pensare a una controtendenza.

E da noi in Italia? Quali saranno le strategie energetiche future? Purtroppo, troppo spesso, i nostri politici non sembrano essere in grado di comunicarlo con chiarezza…

Di Guido Pacifici

Fonti: ANSAComunicazione dello U.S. Department of Energy [in Inglese], Ricerca Università di Edimburgo sull’esaurimento di petrolio e gas naturale in GB [in Inglese]