La rivoluzione del sistema elettrico

IL CAMBIO DI PARADIGMA DEGLI ULTIMI 20 ANNI CHE HA PERMESSO AI CONSUMATORI DI TRASFORMARSI IN PRODUTTORI DI ENERGIA. INIZIA L’ERA DEL PROSUMER.

La parola rivoluzione sta ad indicare un cambiamento di costumi ed abitudini, che al contrario dell’evoluzione, richiede tempi relativamente brevi.

Tutte le rivoluzioni che sono avvenute nella storia hanno in comune una caratteristica, ovvero una modifica nel modo di vedere le cose, e dunque di immaginare come farle funzionare: il cosiddetto cambio di paradigma.

Per capire le radici della rivoluzione del sistema energetico, ed in particolare di quello elettrico, occorre fare un salto indietro di 150 anni: nel 1865 le equazioni che regolano il funzionamento dei fenomeni elettromagnetici appaiono per la prima volta al completo e in forma differenziale, nel testo A Dynamical Theory of the Electromagnetic Field, pubblicato da James Clerk Maxwell nel 1865.

Cinquanta anni dopo l’avvento delle leggi di Maxwell è stato possibile progettare e dare alla luce alle prime centrali elettriche, tra cui la Centrale Santa Radegonda, costruita a Milano ed inaugurata il 28 giugno 1883 su progetto di Giuseppe Colombo, la quale è stata la prima centrale termoelettrica italiana e la prima dell’Europa continentale, dopo le centrali di Holborn a Londra (giugno 1882) e di Pearl Street a Manhattan (settembre 1882).

Nei cento anni successivi si è sviluppato un unico modello di rete elettrica nazionale, valido non solo in Italia, ma in tutto il mondo: poche centrali, ubicate in luoghi specifici, e moltissimi consumatori/utilizzatori che acquistano energia dalla rete.

È così che l’energia per più di 100 anni fluisce a senso unico, da produttore a consumatore, sulla base del vecchio paradigma.

Solamente dopo il 2000, con l’avvento delle tecnologie che utilizzano fonti rinnovabili, si è iniziato a pensare alla possibilità di autoprodurre la propria energia in loco, a km 0, sviluppando un sistema cosiddetto “distribuito”.

Si è passati quindi ad un nuovo paradigma, completamente rivoluzionario, che vede tanti produttori che auto consumano energia prodotta lì dove necessario.

Nel 2018 sono nate inoltre le prime normative europee per regolamentare le due configurazioni energetiche appena nate: l’autoconsumo collettivo, che riguarda le persone fisiche, come i residenti di un condominio, e le comunità energetiche, che riguardano le realtà aziendali.

Queste configurazioni sono ancora in una fase embrionale, ma ci sono già molte cose che gli imprenditori possono fare da subito per rendere la propria impresa ecosostenibile, e metterla al centro di un processo di cambiamento che toccherà irrimediabilmente i territori.

Tra questo la possibilità di realizzare un impianto fotovoltaico in configurazione SEU (Sistema Efficciente di Utenza), una modalità che consente ad un produttore di energia rinnovabile di vendere energia ad un utilizzatore.In sintesi può essere visto come una forma preliminare di comunità energetica costituita soltanto da un unico utilizzatore.

Può sembrare una verità semplice ma rappresenta il primo passo per introdurre nei territori quelle tecnologie che una volta ampliate ne permetteranno un pieno sviluppo sostenibile, continuando immediatamente dopo con la mobilità.

Da un alto costo dell’energia, con un alto impatto ambientale si passa così ad un’energia a basso costo con basso impatto ambientale, in cui sempre più individui e imprenditori possono diventare, da semplici consumatori, veri e propri produttori di energia green.

La transizione energetica è finalmente iniziata.