USA: Quando la strategia elettrica nazionale è un successo.

SunShot, l’iniziativa dell’ex Presidente Obama, porta negli Stati Uniti il costo della produzione energetica da fotovoltaico a 6 centesimi a kWh. Annunciati importanti investimenti nel settore

President Barack Obama delivers remarks on energy after a tour of a Solar Panel Field at the Copper Mountain Solar 1 Facility, the largest photovoltaic plant operating in the country with nearly one million solar panels powering 17,000 homes, in Boulder City, Nevada, March 21, 2012. (Official White House Photo by Lawrence Jackson)

Il 12 settembre scorso lo U.S. Department of Energy [DOE] ha annunciato un importante, e sorprendente, risultato: grazie alla recente competitività e all’abbattimento dei costi nel mercato delle tecnologie fotovoltaiche, gli obiettivi previsti per il 2020 dalla SunShot Initiative, sono stati già raggiunti: il costo della produzione energetica fotovoltaica è scesa fino a 6 centesimi di dollaro per kilowattora (kWh).

La SunShot Initiative è una linea programmatica e di sviluppo voluta dall’ex-Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, indirizzata a rendere più competitiva l’energia prodotta da fotovoltaico nei confronti delle fonti tradizionali. Grazie agli ultimi risultati pubblicati, il Solar Energy Technologies Office [SETO], l’Ufficio del DOE che si occupa di Energia Solare, ha fissato nuovi, e più ambiziosi, obiettivi per il 2030.

L’abbattimento dei costi di produzione del settore, inoltre, ha portato Daniel Simmons, Acting Assistant Secretary for Energy Efficiency and Renewable Energy, ad annunciare nuovi importanti investimenti pari a circa 82 milioni di dollari, nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie finalizzate a rafforzare affidabilità e resilienza della rete elettrica grazie all’integrazione sempre maggiore dell’energia solare.

Questo annuncio conferma come le energie rinnovabili siano una strada quasi obbligata nel futuro prossimo, non solo per i suoi evidenti vantaggi di natura ambientale, ma anche perché è economicamente conveniente, e lo sarà sempre di più.

Una recente ricerca dell’Università di Edimburgo ricorda inoltre, che le fonti fossili tradizionali sono sempre a rischio esaurimento, creando potenziali squilibri energetico-economici a chi si fa trovare impreparato.

Barack Obama lo aveva capito, a differenza del suo successore Trump, le cui dichiarazioni e atti fanno in apparenza pensare a una controtendenza.

E da noi in Italia? Quali saranno le strategie energetiche future? Purtroppo, troppo spesso, i nostri politici non sembrano essere in grado di comunicarlo con chiarezza…

Di Guido Pacifici

Fonti: ANSAComunicazione dello U.S. Department of Energy [in Inglese], Ricerca Università di Edimburgo sull’esaurimento di petrolio e gas naturale in GB [in Inglese]

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